Vendere beni online a clienti privati: fattura o scontrino?

Il concetto di “commercio elettronico indiretto” si riferisce alla pratica di vendita di beni fisici tramite Internet. Questa modalità di vendita è caratterizzata dalla conclusione dell’acquisto attraverso un portale online, seguita dalla spedizione fisica del bene acquistato. Tipicamente, si discute di questo tipo di commercio quando si verificano entrambi questi passaggi.

Dal punto di vista della documentazione necessaria, le vendite dirette ai consumatori privati godono di alcune esenzioni:

Non è obbligatorio emettere una fattura, a meno che il cliente non ne faccia richiesta esplicita. Non è richiesta la produzione di uno scontrino o di una ricevuta fiscale, pur mantenendo l’obbligo di registrare i corrispettivi. Di conseguenza, è possibile registrare i corrispettivi giornalieri delle vendite, incluse le imposte, nel registro dei corrispettivi, senza la necessità di emettere né fattura né scontrino. Questa registrazione deve avvenire entro il giorno lavorativo successivo alla transazione, con riferimento alla data in cui è avvenuta l’operazione.

Tuttavia, è importante notare che poiché il cliente ha il diritto di richiedere la fatturazione, il sito web deve offrire l’opzione di richiedere una fattura durante il processo di acquisto, fornendo tutti i dati necessari per la fatturazione, tra cui il codice fiscale. Questo argomento è stato trattato in un webinar gratuito intitolato “Tutti bravi a riempire il carrello”.

Come viene gestita operativamente questa situazione? Per un’impresa italiana che vende beni attraverso Internet, sia ai consumatori finali (B2C) che agli operatori economici (B2B), è necessario adottare procedure distinte:

Per le vendite B2C (vendita al privato), è richiesto il registro dei corrispettivi insieme al registro delle fatture emesse, qualora il cliente richieda una fattura. Per le vendite B2B (vendita all’azienda), è obbligatoria l’emissione di fatture. Tuttavia, è possibile scegliere volontariamente di emettere fatture per entrambi i tipi di clientela, indipendentemente dalla distinzione tra consumatori finali e operatori economici.

È importante prestare attenzione ai resi di merce: nel caso in cui non sia stata emessa la fattura di vendita, è possibile rettificare l’IVA solo se si può dimostrare il collegamento tra la vendita originaria e il reso della merce. È necessario conservare documenti che includano le informazioni sul acquirente, l’importo rimborsato, il codice del bene venduto e il codice di reso. Inoltre, tramite la gestione accurata delle scritture di magazzino, deve essere possibile verificare la movimentazione fisica della merce restituita. Se invece è stata emessa la fattura di vendita, è sufficiente emettere una nota di credito per correggere la transazione.

Per essere sicuro di rispettare tutte le normative fiscali, ti consiglio di consultare il tuo commercialista o un esperto fiscale che può fornirti indicazioni specifiche in base alla tua situazione e al tipo di vendite online che stai conducendo.

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